Sanità, Marmo: “Se Pentassuglia avesse condiviso scelte, gli avremmo evitato brutta figura”

“Se l’assessore Pentassuglia avesse condiviso, come promesso, le scelte operate in sanità, avremmo potuto evitargli brutte figure. Invece ha deciso di compiere delle vere e proprie ingiustizie, umane e sociali, attraverso l’aumento sconsiderato del costo delle prestazioni sanitarie”. Lo dichiara il Vicepresidente del Consiglio Regionale, Nino Marmo. “L’assessore – prosegue – sostenuto dal suo partito, ha perseverato nel suo intento di smantellare chirurgicamente la sanità pugliese. L’ampliamento delle prestazioni previste in day service è una strada corretta da perseguire, ma non è accettabile pensare di ridurre dal 16 % al 2% la soglia dei pazienti oncologici che possono accedere, alla chemioterapia tramite ricovero, quindi gratuitamente. In questo modo si aumenta sensibilmente il numero di cittadini che saranno costretti a pagare un ticket di 47 euro per poter fare la chemioterapia presso le strutture di day surgery. Strutture che ad oggi sono del tutto inadeguate alle esigenze di un malato oncologico. E’ assurdo e inaccettabile che i cittadini che si trovano a lottare ogni giorno contro una terribile malattia siano costretti a difendersi anche dalla burocrazia e dalla cattiva politica, anziché essere aiutati e protetti da chi amministra. Senza considerare le tante altre patologie non accettate dall’ospedale. E meno male che questa giunta annuncia, ogni giorno, di aver sanato i conti di bilancio sanitario mentre, invece, continua a operare tagli insostenibili su tutto il territorio. La verità è che il Piano di Riordino Sanitario è un’indecenza incomprensibile che priva del 100% alcuni ospedali di posti letto, senza rispettare alcun criterio di equilibrio tra l’offerta e il numero di abitanti interessati. Questo la dice tutta su un’amministrazione che si è sempre vantata di essere dalla parte dei cittadini quando al contrario ha compiuto una sistematica opera di abbandono che ha messo in ginocchio la Puglia. Piuttosto, la logica che questa amministrazione fallimentare sembra aver seguito in sanità, e su tutti gli altri temi, è quella dell’appartenenza territoriale dei capibastone del PD e di Sel, infischiandosene dei bisogni e delle necessità dei pugliesi. Pugliesi che, sono sicuro – conclude – si ricorderanno di questi soprusi al momento di scegliere la nuova guida della Puglia, dopo 10 anni di centrosinistra”.

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