Ambiente Monopoli, solo tanto “fumo”…

Chi di speranza vive disperato muore, dice un vecchio detto, che mi sembra particolarmente appropriato per la questione ambientale monopolitana. Questo perché dopo la nascita del Comitato, dopo le interpellanze parlamentari, dopo le dichiarazioni rassicuranti del primo cittadino Angelo Annese e l’impegno della stessa Regione Puglia, si sembrava sul punto di una svolta. E invece pare proprio che non sia così e i timori di dichiarazioni vacue e di pura facciata, stanno facendo capolino anche nell’animo dei più ottimisti. Intanto i cattivi odori provenienti dalla zona industriale continuano a perseguitare i cittadini monopolitani ai quali, purtroppo, resta soltanto l’amaro sfogo sui social e il palliativo della segnalazione sulla fantomatica App. Ma servirà a qualcosa? Ad oggi l’inerzia dell’Amministrazione Comunale è un dato di fatto e la delibera adottata all’unanimità dal Consiglio Comunale di Monopoli ben due anni e mezzo fa (il 23 maggio 2017), che conteneva precise indicazioni sul percorso istituzionale da intraprendere per avviare un monitoraggio ambientale e sanitario e dare risposta alle tante istanze e preoccupazioni dei cittadini di Monopoli sul tema, è rimasta di fatto nel cassetto delle buone intenzioni. Ma cosa avrebbe potuto fare l’Amministrazione Comunale? Se un gruppo di cittadini e lo stesso Comitato possono contribuire senza dubbio a tenere alta la soglia di attenzione, anche le migliori intenzioni vanno a sbattere poi con  gli accertamenti tecnici necessari a fornire dati certi e genuini sulla qualità dell’aria e dell’acqua di falda che, purtroppo, sono complessi e costosi e necessitano di fondi che ad oggi non vi sono. Di fronte ad una tale situazione sembra urgente se non doveroso che sia l’Amministrazione Comunale a “reperire in tempi brevi le somme da mettere a disposizione” per effettuare il monitoraggio ambientale e sanitario, senza limitarsi a generici inviti all’ARPA a migliorare i controlli. D’altronde, da quanto si è potuto constatare fino ad oggi, non sembra che l’ARPA abbia intenzione di dare peso al caso monopolitano. E allora? Sarebbe dovere dell’Amministrazione Annese uscire dal torpore e dall’inerzia e reperire fondi per un serio e autonomo monitoraggio ambientale, affidato a terzi specializzati. Non sembra un’impresa immane, d’altronde, visto che con facilità sono stati reperiti più di 100 mila euro per le “luci di Natale”. E verso la salute pubblica? Perché fino ad oggi non abbiamo assistito alla stessa solerzia? Davvero non resta altro da fare che sperare in un magistrato che prenda a cuore l’esposto presentato di recente? Davvero è giusto che i monopolitani debbano continuare a vivere nel dubbio e nel frattempo accontentarsi del panem et circenses? In gioco c’è la salute di tutti, bambini compresi, e forse qualcuno dovrebbe darsi una seria svegliata.

Cosimo Lamanna

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