Monopoli,ambiente, “aperto” il tavolo tecnico

Ieri sera presso la Sala Brigida del Comune di Monopoli, ha preso il via il tanto atteso “Tavolo Tecnico” sulla questione ambientale, che ormai da anni affligge la città, ma per chi si aspettava proposte e possibili soluzioni, la delusione si nascondeva dietro l’angolo per poi fare la sua comparsa sempre più prepotentemente man mano che il tempo scorreva. Il tavolo avvenuto alla presenza di un discreto numero di cittadini e rappresentanti del mondo associativo locale, si è aperto con quella che potremmo definire “questione numerica” cioè la proposta da parte del Comitato “Respiriamo a Monopoli” di ampliare il numero di rappresentanti titolati a partecipare da 3 ad almeno 5 unità al fine di dare modo a più componenti di prendere parte ai lavori. L’apertura da parte del sindaco Angelo Annese in tale direzione c’è stata, a tal punto che a tutti i presenti è stata data la possibilità di parola. E fin qui tutto bene, potremmo dire, ma man mano che si procedeva nella discussione si aveva sempre di più l’impressione di una sempre minore concretezza, di tanto dire senza nulla fare e al di là dei provvedimenti che l’ing. Antonicelli, responsabile della ripartizione ambiente del Comune di Monopoli ostentava di aver adottato concretamente, si è continuato a eludere o quantomeno a non affrontare il reale nocciolo del problema e cioè, quale piano di lavoro e con quali risorse di intendeva ottemperare al tanto richiesto monitoraggio? Più volte si è fatto riferimento all’ARPA, ma ci si dimentica che l’esigenza di un monitoraggio autonomo era stato ed è richiesto proprio perché quello effettuato dall’Arpa non è in grado, evidentemente, di tranquillizzare una cittadinanza sempre più preoccupata. Il senso di confusione e di incertezza è stato accentuato anche dai tanti interventi fatti in sala, più o meno qualificati, per carità, ma che apparivano più delle monadi che anelli di una catena unitaria. A riportare la discussione sui giusti binari, seppur con non poca fatica, è stato il consigliere Angelo Papio che ha chiesto esplicitamente che il Comune indicasse il “piano di lavoro” che intende eseguire. Insomma, è necessario uscire dallo “stagno” degli interventi spot, dei “si potrebbe fare”, ecc. In conclusione non possiamo dire che un primo passo non sia stato fatto, ma nemmeno non sottolineare che questo tavolo tecnico appare più come un carrozzone senza capo né coda, nel quale non si capisce chi deve dare le direttive e chi invece i suggerimenti, con il rischio che l’eccessiva democrazia e partecipazione rischi di generare confusione di competenze, allungando i tempi in una situazione per la quale non si dovrebbe perdere tempo.

Cosimo Lamanna

 

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