Conversano: “Così cambio sesso”, la storia di “Sara”

“È un percorso lungo, che richiede coraggio, non soltanto nell’affrontare i vari coming out o il cambiamento fisico generato dall’avvio di una terapia ormonale sostitutiva. Per tutte le persone trans, il primo step della transizione è la crescita costante della consapevolezza del gap tra genere anagrafico ed elettivo. È un malessere, non un capriccio e non una patologia!, che spesso si avverte già durante l’infanzia”. Così S.T., venticinquenne di Conversano, molto noto tra i suoi coetanei, confessa sui social la sua scelta, a quanto pare ben accolta da genitori ed amici: “Ho sempre sentito di essere una bambina – si confessa a Sud Est Online, chiedendoci di rispettare il suo anonimato – ma molto presto ho imparato che era una cosa che non si poteva dire, non si poteva neanche pensare. Ho iniziato a spendere tutte le mie forze per essere una ragazza come le altre. Guardavo le mie compagne cercando di imitarne i gesti, il modo di vestire. A 22 anni stavo con una ragazza, a lei avevo confessato tutto: la sensazione che la mia vita fosse un grande malinteso, il disagio con il mio corpo, la sofferenza ogni volta che qualcosa mi ricordava che agli occhi del mondo io ero uomo. È stata lei a mostrarmi per la prima volta un’intervista a tre ragazzi trans. Ho trovato video di altri ragazzi. Pubblicavano le loro storie per aiutare chi, come me, cercava se stesso riflesso. Ormai avevo capito che c’era un nome – trans – per quello che avevo provato tutta la vita. Ma la paura era tanta. Se i miei genitori mi avessero rifiutato? Come avrei potuto dirlo ai miei zii e amici? E se poi fossi avessi perso la mia ragazza?”. Ora il giovane, conversanese d’adozione, ha superato ogni dubbio e ha cominciato a sottoporsi alla terapia. Il nuovo nome? “Non ci ho ancora pensato! Forse Sara potrà andar bene”. NELLA FOTO “SARA”

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