Pesca, via libera ai 20 milioni del cura Italia

Raggiunta l’intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni sullo schema del decreto del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali che istituisce, al fine di contenere i danni provocati dall’epidemia del Covid 19, il Fondo per le imprese della pesca e acquacoltura, in attuazione dell’art. 78 del DL “Cura Italia”, che prevede uno stanziamento di 20 milioni di euro.

Con le risorse messe in campo dal Governo – dichiara soddisfatto il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate – si vuole garantire la continuità dell’attività delle aziende della pesca e dell’acquacolturastabilmente operative nel territorio italiano, che maggiormente abbiano subìto danni diretti o indiretti dall’emergenza Covid-19”.

Le risorse verranno concesse attraverso sovvenzioni dirette agli operatori dei settori pesca e acquacoltura, concentrate, principalmente le prime, nelle regioni del Nord-est (51%), nelle Isole (18%) e nelle regioni del Sud (14%), mentre minore è il numero di imprese con sede legale nel Centro Italia (12%) e nel Nord-ovest del Paese (5%).

I fondi disponibili sono ripartite tenendo conto della classificazione effettuata dal decreto – aggiunge il Sottosegretario L’Abbate – in imprese del settore pesca in acque marine a cui vanno 15 milioni; in imprese del settore acquacoltura (comprendendo gli impianti e le imprese che utilizzano imbarcazioni ai fini produttivi) a cui sono assegnati 3,5 milioni e, infine, in quelle delle acque interne, a cui sono destinate 1,5 milioni di euro. Queste ultime risorse sono ripartite in maniera proporzionale al numero di imprese operanti sui territori di competenza con in testa il Veneto (791 imbarcazioni), Sardegna (114), Lombardia (83), Puglia (60) ed Emilia-Romagna (56). Infine, le risorse destinate all’acquacoltura – conclude Giuseppe L’Abbate – sono ripartite in sotto-riserve in funzione della dimensione dell’impresa, riservandone l’85% dell’importo alle micro e piccole dimensioni; il 10% a quelle di medie dimensioni e, infine, il restante 5% alle imprese di grandi dimensioni”.

Potranno accedere ai contributi previsti solo le imprese richiedenti che avranno dato avvio alla rispettiva attività economica prima del 3 giugno 2020, data da accertarsi, per le imprese di pesca, attraverso l’armamento entro la stessa data di almeno un’imbarcazione da pesca e, per le imprese acquicole, con la verifica dell’attivazione presso il Registro imprese prima dello stesso termine.  I contributi spettanti alle imprese di pesca armatrici di imbarcazioni saranno determinati su base proporzionale in funzione del numero di imbarcazioni in armamento ed alla stazza dell’imbarcazione misurata in Grosse Tonnage (GT), mentre per le imprese dell’acquacoltura il contributo è concesso in proporzione al fatturato medio e potrà oscillare dai 5mila per le micro imprese ai 20mila euro per le grandi imprese.

L’attribuzione dei contributi ai beneficiari avverrà in quota fissa e variabile. La quota fissa è determinata in 500 euro per ciascuna impresa ammissibile, la quota variabile è determinata in proporzione ai ricavi medi dell’ultimo triennio 2017-19. Relativamente alla concessione delle sovvenzioni di spettanza delle Regioni e Province Autonome, si resta in attesa di loro rispettivi provvedimenti che individueranno i criteri e le modalità di erogazione delle stesse.

Infine, essendo la misura oggetto del provvedimento tra quelle previste nel Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19, il decreto andrà notificato in Ue per la necessaria approvazione di conformità con gli aiuti di Stato. ​

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