Monopoli, allagamento al Capitolo, il racconto di Ilaria Bini

Ci siamo imbattuti in un post scritto dalla sig.ra Ilaria Bini, relativamente agli allagamenti verificatisi nei giorni scorsi al Capitolo di Monopoli. Con il consenso dell’autrice, abbiamo deciso di riportare la testimonianza sulla nostra testata giornalistica.
“È indispensabile per me scrivere due righe che spero arrivino alle persone giuste, che rendano l’idea di quello che realmente è accaduto e che tutti tranquillamente ignorano, e che mettano in luce una volta per tutte un problema che nel mio caso ha già fatto danni incalcolabili per ben due volte.
Nella serata di giovedì, per la seconda volta in meno di un anno, un’ondata di fango di misura impressionante, proveniente da Strada Schiuma e dalle strade limitrofe (lato Lido Sabbiadoro e lato località Savelletri) si è letteralmente imbattuta nella mia casa a Capitolo, casa in cui io trascorro i mesi estivi con la mia famiglia.
Inutile descrivere ed elencare gli incalcolabili danni che da questo sono derivati e se sono qui a scrivere queste parole probabilmente inutili, è solo perché la mia famiglia è venuta fuori indenne da questa esperienza da dimenticare.
Ma se così non fosse stato?
Se tutto fosse successo di notte mentre io, mio marito Pasquale Lillo e le mie due bambine non potevamo prontamente reagire a quello che stava succedendo? Se io adesso non avessi un’altra casa dove andare a dormire? Se non avessi avuto la possibilità di recuperare la situazione nell’immediato cercando di arginare i danni il più possibile? Se mio suocero, anziano e con difficoltà motorie, non avesse avuto l’intuizione di allontanarsi preventivamente dall’abitazione dove attualmente risiede e si fosse trovato immerso in quello tsunami di fango? Se nessuno si fosse preoccupato di darci un passaggio mentre le nostre auto, impantanate nel fango, erano e sono ancora inutilizzabili?
Potrei continuare all’infinito con domande che purtroppo non troveranno risposta, così come non avrà risposta chi si chiederà dove sia l’amministrazione comunale in questi casi, così come non avrà risposta chi si chiede come mai ogni anno in quel punto della litoranea, una tipica pioggia estiva debba necessariamente diventare una catastrofe.
A chi si chiede invece come abbiamo fatto a venire fuori da una situazione la cui gravità non è descrivibile a parole, risponderei che è stato SOLO grazie ad un vigile del fuoco, di cui purtroppo non ricordiamo il nome ma a cui va il nostro ringraziamento, che – tra le altre cose – ha trasportato me e le mie bambine in braccio, al sig. Michele, marito della sig.ra Carla Lentini, che ha avuto la cortesia di caricarci letteralmente nella sua macchina, sporchi e spaventati, e accompagnarci fino a casa.
A chi era lì e guardava, senza muovere un dito ma pensando solo a “mettere in salvo” se stesso, dico solo che io adesso sarò terrorizzata a lungo per ogni goccia che cadrà dal cielo, ma per voi questa storia non finisce qui.
N.b.
Al sig Sindaco dico solo – nel caso in cui ad un certo punto dovesse interessargli – che noi stiamo bene, e come noi anche gli abitanti delle case vicine (alcuni dei quali trasportati su un canotto, tanto per rendere l’idea), e che tra le altre cose, la spazzatura che è arrivata dentro la nostra proprietà e che noi abbiamo correttamente depositato al lato della strada non è stata nemmeno ritirata, forse perché (stranamente) sporca di fango, tanto per aggiungere al danno la beffa”.

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