Monopoli, GEP, visite alla Cripta Rendella a cura del Ctg

Sabato 26 e domenica 27 l’arte e la bellezza del patrimonio culturale della Città di Monopoli protagonista delle 𝗚ɪᴏʀɴᴀᴛᴇ 𝗘ᴜʀᴏᴘᴇᴇ ᴅᴇʟ 𝗣ᴀᴛʀɪᴍᴏɴɪᴏ (𝗚𝗘𝗣). “𝗜𝗺𝗽𝗮𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮” è il tema scelto dal MiBACT, prendendo spunto da quello proposto dal Consiglio d’Europa “Heritage and Education – Learning for Life”, al fine di richiamare i benefici che derivano dalla esperienza culturale e dalla trasmissione delle conoscenze nella società moderna.

Tra le iniziative proposte dall’Assessore alla Cultura avv. Rosanna Perricci e la Biblioteca civica “Prospero Rendella” segnaliamo le 𝗩𝗶𝘀𝗶𝘁𝗲 𝗴𝘂𝗶𝗱𝗮𝘁𝗲 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗲 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝘀𝗰𝗮𝘃𝗶 𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗶 𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗿𝗶𝗽𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗹’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗣𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼 𝗥𝗲𝗻𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 a cura dell’Associazione Ctg Egnatia Monopoli (tel. 389-5939273) rivolte sia alle scuole secondarie di primo e secondo grado sia alla collettività in genere. Potranno accedere agli scavi archeologici cinque persone per volta, nel rispetto delle norme anti Covid-19 (uso della mascherina e distanziamento di almeno un metro). La prenotazione è obbligatoria.

DOMENICA 27 (ORE 9.00-12.00 / 17.00-19.00)

 

La Cripta Archeologica è ubicata, anzi è parte integrante della struttura che ospita la  Biblioteca Comunale intitolata al giureconsulto Prospero Rendella. La struttura fu costruita nel XVI secolo dall’Università di Monopoli per alloggiare la guarnigione spagnola di stanza nella città. L’edificio fu costruito su strutture già esistenti, già in parte già distrutte durante l’assedio spagnolo del 1529, come testimoniano le tracce di un incendio visibili sotto le fondamenta del palazzo stesso. Nel  1954 fu individuata un’antica chiesa rupestre con affreschi medievali: tra i più importanti un Sant’Andrea con in mano un testo scritto “abstinentia et patientia vincit demoni”, rimasto sotto il piano di calpestio attuale,  e una Madonna con Bambino, che si decise di recuperare e portare sub divo strappando il blocco murario sul quale era affrescata. L’affresco, restaurato nel 1997 grazie al gruppo “Incontri Monopolitani di Medicina”, è attualmente conservato al piano terra del Palazzo P. Rendella. L’opera è un’Eleusa (Madre della Tenerezza), in quanto la Madonna con la mano non indica il Figlio ma ne accarezza, in segno di affetto materno, il ginocchio.  L’esecuzione locale è testimoniata da piccoli e devoti committenti affrescati in basso, probabilmente una famiglia di tessitori di seta, ipotesi avvalorata dalla presenza di fiori da baco da seta nella mano sinistra del bambino, al posto del più canonico rotolo o libro della vita, e da una piccola farfalla bianca. Nel 1990-91 la Soprintendenza Archeologica della Puglia, in occasione del restauro dell’edificio cinquecentesco, realizzò delle indagini archeologiche portando alla luce i resti di quell’antica chiesa rupestre, da identificare in quella di San Nicola in Porto Aspero (così era indicato il porto di Monopoli) o di San Clemente. Esternamente al muro perimetrale della chiesa medievale è stato individuato  un vasto sepolcreto, che abbraccia un periodo di tempo che va dal VII al XIV secolo e resti di ambienti abitativi. Diverse sono le tipologie di sepoltura, tra le quali l’antica sepoltura in posizione fetale, una sorta di ritorno alla Madre Terra. Gli scheletri rinvenuti, inoltre, hanno dato agli studiosi indicazioni circa le cause della mortalità in loco, malattie polmonari ad esempio, forse dovute all’ambiente non tanto salubre delle grotte, mentre l’usura dei denti presentata da alcune mandibole, possono essere legate all’attività dei pescatori dell’epoca che con l’ausilio dei denti ricucivano le reti. Nel luglio del 1999 furono rintracciate in questa occasione le fondazioni di diverse fortificazioni medievali, spazi abitativi, i resti di una fornace e il costone roccioso dell’antico porto-canale, insabbiato nel 1049 dai Normanni. I responsabili dei lavori decisero di realizzare  un ambiente ipogeo che conserva i resti archeologici e architettonici e nel contempo consente la visione di parte dei resti della chiesa. In occasione della Settimana della Cultura a Monopoli dell’anno 2000, la Cripta è stata riaperta al pubblico grazie ad una sinergia tra l’Amministrazione Comunale, la Soprintendenza Archeologica della Puglia e il Centro Turistico Giovanile gruppo “Egnatia” di Monopoli. Da allora il sito è rimasto chiuso più o meno con continuità.

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