Doppia preferenza è legge, via libera anche del Senato

Via libera definitivo del Senato al decreto legge sulla doppia preferenza in Puglia per garantire la parità di genere nelle consultazioni elettorali regionali. Il testo con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale diventerà legge. I sì sono stati 149, gli astenuti 98, nessun contrario.  “Credo che oggi lo Stato eserciti in modo legittimo  il potere sostitutivo per allargare la sfera dei diritti di tutte e di tutti. La partecipazione paritaria di donne e uomini nelle istituzioni riguarda ognuno di noi e la qualità stessa della nostra democrazia”. Lo dice la senatrice del Pd Valeria Valente, presidente della Commissione femminicidio e capogruppo  dem in Affari costituzionali, relatrice al decreto. “La normativa vigente – prosegue Valente – aggiornata nel 2016, prevede oltre a una presenza non inferiore al 40 per cento del genere meno rappresentato nelle liste, la possibilità per ogni elettore di esprimere una seconda preferenza purche di genere diverso dalla prima, pena l’annullamento della seconda preferenza . La Puglia non aveva adeguato la sua legge regionale e dunque bene ha fatto l’Esecutivo ad intervenire. Oltre al governo e al Premier Conte, ringrazio anche le opposizioni per averci dato la possibilità di fare un fretta. C’è ancora molto da fare perché, in media, nelle regioni solo il 25 per cento delle cariche elettive è ricoperto da donne. Questo è un segnale e un passo avanti, importante non solo per le donne ma per la qualità della democrazia delle nostre istituzioni”. “Il voto finale di oggi in Senato sul decreto sulla doppia preferenza nelle leggi elettorali è un risultato storico; la politica italiana ha voltato definitivamente pagina, non saranno più tollerati atti e voti contro la parità di genere. La parità appartiene a quella categoria di diritti universali, sociali e civili, che una democrazia matura come la nostra deve sempre tutelare. Siamo intervenuti attivando i poteri sostitutivi per tutelare l’unità giuridica e, in particolare, la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, che prescindono dai confini territoriali dei governi locali. È un esempio che farà storia”. Così il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, dopo l’approvazione in Senato del decreto sulla parità di genere nelle leggi elettorali.

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