Sanità nel caos – Lofano: “Necessario cambio di passo”

Sanità pugliese nel caos. Ritardi, liste di attesa, viaggi della speranza, terapie intensive insufficienti, pronto soccorso assenti e inadeguati. La lista è lunga nonostante una spesa sanitaria che assorbe il 10,37% del pil regionale. Su questo argomento, di strettissima attualità, interviene il dottor Bartolomeo Lofano, chirurgo maxillo facciale e odontoiatra, candidato al consiglio regionale per Forza Italia.

LA QUALITA’ DELL’ASSISTENZA, INDICATORE DI CIVILTA’
“La qualità e l’accessibilità all’assistenza sanitaria – premette il dottor Lofano – che una Regione è in grado di offrire ai propri cittadini, sono indicatori del livello di civiltà di un territorio. Ma sono anche un motore di sviluppo e una delle garanzie dell’efficace funzionamento della società. Il Servizio Sanitario, così come concepito a livello nazionale nel 1978, ha permesso al nostro Paese di conseguire importanti risultati attraverso un miglioramento complessivo di tutti i principali indicatori epidemiologici e di salute. Difendere e preservare questo straordinario patrimonio deve essere tra i primi obiettivi di qualunque forza politica si proponga di governare. Per quanto assillato dal problema economico, ciascun cittadino è, nel proprio intimo, perfettamente cosciente della assoluta priorità della salute su ogni altro aspetto della vita. L’articolo 32 della Costituzione sancisce il diritto alla tutela alla Salute come diritto della persona. Inteso come diritto sociale e in osservanza del principio di uguaglianza sostanziale, tale diritto stabilisce la responsabilità dello Stato di intervenire con le leggi e delle Regioni di adottare tutti gli strumenti a sua disposizione per garantire la salute del cittadino e della collettività”.
Questo, purtroppo, in Puglia si scontra con la crescita di disagi e di conseguenza di disuguaglianze, nelle condizioni di salute dei cittadini, costretti sempre più a viaggi della speranza per potersi curare. Basti pensare che sono stati spesi 240milioni di euro in mobilità passiva, cifra che pone in risalto il tema della sostenibilità di un Servizio Sanitario Regionale che non attiene quindi soltanto al piano economico, ma a quello della sopravvivenza di un diritto costituzionale.

LA VISIONE UMANA DELLA SANITA’
“Ma siamo convinti che in Puglia erogare un servizio alla persona sia la cosa più difficile?
Intanto è importante partire da un presupposto: la visione umana della sanità che consideri l’uomo, il cittadino e la sua malattia al centro del sistema.
E’ importante diffondere il più possibile una visione umanizzante della sanità, quindi non è corretto discutere solo di numeri, che comunque sono importanti, per capire in maniera corretta quali siano i costi sostenuti ed i benefici ottenuti dai cittadini.
Sono noti a tutti i costi inutili sostenuti che non hanno prodotto nessun beneficio, sotto forma di servizio al paziente stesso. Per cui secondo il nostro parere, continuiamo a pensare che tutto lo sforzo da compiere sia quello di dare il massimo al cittadino pugliese, tenendo comunque conto del budget a disposizione della Regione”.

TRATTENERE I MIGLIORI PROFESSIONISTI
“Quindi continuo a pensare che per un servizio che si definisce pubblico abbia bisogno della massima efficienza da parte della pubblica amministrazione, per permettere agli operatori sanitari di offrire nella migliore maniera possibile e nelle condizioni ottimali, la propria professionalità.
E qui dobbiamo ricordare il gran numero di medici che hanno riscosso successi professionali in tutto il mondo; eccellenze alle quali bisogna dare la possibilità di restare in Puglia perché possano offrire quella professionalità ed esperienza acquisita.
Cittadino al centro del sistema sanità significa quindi assistenza di qualità e tempi certi del servizio, offerto da strutture che siano pubbliche e accreditate/convenzionate col Servizio sanitario.
Senza voler alimentare polemiche, è innegabile che i dati indicano che i problemi in Puglia ci sono.
Basti pensare alle liste di attesa, al malfunzionamento dei pronto soccorso dove le attese superano anche 10-12 ore, i viaggi della speranza, il mancato utilizzo dei PTA.
Ricordiamo che su 575 milioni messi a disposizione dalla Regione Puglia per interventi di ammodernamento degli ospedali e per la creazione dei Presìdi territoriali assistenziali, l’importo rendicontato dalle Aziende sanitarie locali supera di poco i 180 milioni, il 31,3%”.

“I PTA secondo noi sono oggi progetti da attuare assolutamente, di pari passo con le strutture ambulatoriali e il potenziamento del servizio dei medici di base, da mettere in condizione di poter operare in maniera adeguata. Questi fondi vanno dunque utilizzati al meglio, per garantire un servizio che faccia da filtro fra richiesta immediata di assistenza e ricoveri negli ospedali”.

AFFIDARE OSPEDALI E AMBULATORI CHIUSI
“Cittadino al centro della sanità significa anche gestione oculata delle risorse e del patrimonio pubblico. In questi anni stiamo assistendo al depauperamento di strutture, vecchi e nuovi ospedali, ambulatori realizzati e non utilizzati. Questi potrebbero essere affidati, perché no?, anche in maniera gratuita a terzi, perché prevalga sempre il principio dell’offerta del servizio al cittadino”.

CAMBIO DI PASSO NECESSARIO
“La situazione della sanità pugliese esige, quindi, un cambio di passo. Davvero non si comprende perché un settore così complesso, per 5 anni non abbia avuto un vero referente: un assessore dedicato alla sanità. Non si capisce perché la delega alla sanità sia rimasta bloccata, eppure, sempre secondo il nostro parere, qualche soggetto in Puglia in grado di poter gestire in maniera adeguata la sanità pugliese c’è, in quanto conoscitore del territorio, delle strutture sanitarie e del sistema.
Per gestire un settore così complesso, al cui centro c’è il cittadino, è dunque necessario avere persone competenti, cui affidare in maniera precisa ruoli e pretendere risultati”, conclude il dottor Lofano, candidato per Forza Italia al consiglio regionale”.

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