Monopoli, Biagio Fedele e l’amore per l’arte

Ho avuto l’onore di essere invitato alla presentazione del libro di Biagio Fedele, dal titolo “Racconti di un collezionista”, organizzata la scorsa settimana presso la Masseria D’Erchia, storico edificio fortificato, elegantemente ristrutturato alla periferia di Monopoli. Tra i tanti presenti, oltre all’assessore alla cultura Rosanna Perricci, in rappresentanza del Comune di Monopoli, è stato bello vedere alcuni dei tanti artisti che hanno collaborato negli anni con Biagio Fedele. Sono sempre stato convinto che l’arte sia profondamente radicata nell’uomo, basti pensare al fatto che l’uomo preistorico, nonostante vivesse in condizioni difficili, trovava il tempo di abbellire le grotte in cui viveva con rappresentazioni pittoriche e sono convinto che ognuno di noi porta con sé fin dalla nascita quel primitivo fuoco artistico; Alcuni però sopiscono questo fuoco, travolti dalla quotidianità, altri, invece, pur coinvolti nella quotidianità riescono a preservare e alimentare quel fuoco, conservando quel fanciullino, per dirla alla Pascoli, che è dentro di noi. Ebbene, pensando a Biagio Fedele, artigiano e imprenditore monopolitano, non posso che pensare che sia un uomo che abbia avuto la forza e il merito di aver conservato quell’amore connaturato per l’arte e lo abbia voluto mettere a disposizione della collettività. Quello che emerge sia dai racconti che dalle foto non artificiose contenute nel testo, infatti, è proprio questo intreccio forte tra l’io e il noi, tra il collezionista, la famiglia e gli artisti e la società civile. Biagio Fedele non è uno che ha fatto le cose per sé, ma ne ha voluto rendere partecipi tutti coloro che lo circondavano, a partire dai suoi familiari più stretti (la moglie Erminia in primis e i figli Angelo, Filippo, Walter, Anna e Cornelia) ai quali non a caso ha dedicato il libro, per poi coinvolgere quella che si è soliti definire società civile. “La strada lungo la quale voglio condurvi – scrive Fedele nell’introduzione – parte da lontano e precisamente dall’anno 1965, quando ho acquistato la prima opera d’arte …”. Un viaggio vivo tra i ricordi, un viaggio nella memoria è quello che il libro offre e di questo viaggio un momento importante è quello del 2002, con l’apertura dello Studio d’Arte Fedele in via Garibaldi a Monopoli, un salotto della città, ma al tempo chi decideva di aprire lì aveva sicuramente uno spirito pionieristico. Portare l’arte in un centro storico che non era quello di oggi e che lentamente si stava risvegliando da anni di oblio, significava voler dare alla bellezza anche un significato concretamente sociale e di questo Biagio Fedele va sicuramente ringraziato, così come di aver portato arte a Monopoli, dai nomi più grandi a quelli emergenti, un mecenate, potremmo definirlo senza voler esagerare, forse in grado di colmare anche qualche lacuna delle istituzioni. Nomi, volti, opere, situazioni, aneddoti, un flusso di vita che sgorga dalle pagine di un bel tassello di storia monopolitana, ove il protagonista è un uomo che ha creduto in ciò che amava e la parola d’ordine non è possesso ma dono. Alla realizzazione del libro hanno contribuito Lorenzo Canova, Gabriele Perretta, Francesco Paolo Del Re, Francesco Giannoccaro.

Cosimo Lamanna

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